AGORÀ 8 MARZO
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La Scuola che Sogniamo


Intervento introduttivo della Prof.ssa Marta Scaccia
per
Comitato “NO AL DIMENSIONAMENTO 8 MARZO”


Assemblea pubblica con le Istituzioni per dire “NO al dimensionamento”

Settimo Torinese, Centro Polifunzionale Aglietta, 20 Ottobre 2023


Buon pomeriggio a tutte e tutti,

sono la Prof.ssa Scaccia, docente di italiano e latino dell’IIS “8 Marzo”. Vi ringrazio per essere intervenuti a questa assemblea indetta dai lavoratori e dalle lavoratrici dell’IIS “8 Marzo” di Settimo Torinese. Saluto in modo particolare le autorità presenti in sala, le studentesse e gli studenti dell’”8 Marzo” e le loro famiglie, oltre che i colleghi e le colleghe dell’”8 Marzo” e del “Galileo Ferraris”, i colleghi e le colleghe di Settimo Torinese e Torino che sono con noi oggi, e i docenti che ci stanno seguendo in diretta streaming da altre scuole d’Italia.

Desidero precisare immediatamente che parlo a nome dei docenti e del personale ATA dell’Istituto “8 Marzo” e non dell’Istituto “8 Marzo” quale struttura, poiché esso ha il suo legale rappresentante nella persona del Dirigente Scolastico che interverrà in seguito. Il mio intervento nasce dai confronti condivisi con i lavoratori e le lavoratrici che costituiscono la nervatura dell’Istituto e dalle riflessioni prodotte insieme da più di 100 di noi. Il nostro comitato è sorto spontaneamente due settimane fa, si è andato definendo con il correre dei giorni e rappresenta in questo momento un modello di democrazia e partecipazione alla vita delle scuole e dei territori su cui sono puntati gli occhi della stampa nazionale. A questo proposito, colgo l’occasione per salutare i giornalisti presenti in sala.

La ragione di tale spontanea insorgenza aggregativa è stato il progetto di dimensionamento riguardante il nostro Istituto, l’ “8 Marzo”, e il vicino IIS “Galileo Ferraris”.

Il dimensionamento, lo chiarisco per chi non lo sapesse, è quel procedimento attraverso il quale la Regione opera ogni anno la razionalizzazione e programmazione della propria rete scolastica, secondo quanto stabilito dall'articolo 138 del D. lgs. 112/98 e dalla riforma del Titolo V della Costituzione.

I docenti dell’ “8 Marzo” si sono espressi compattamente con votazione contraria al dimensionamento durante il collegio docenti del 26 Settembre 2023, con solo voto astenuto del Dirigente Scolastico, così come il Consiglio D’Istituto dell’ “8 Marzo” - in cui sono rappresentati famiglie, docenti, personale ATA e studenti - ha votato parere sfavorevole al dimensionamento compattamente con il solo voto astenuto del Dirigente Scolastico in data 27 Settembre 2023.

Sappiamo bene che il parere del Collegio Docenti e del Consiglio D’Istituto non è vincolante ai fini della delibera regionale che disciplinerà o meno il dimensionamento ma nell’atto di indirizzo e criteri per la definizione annuale della rete scolastica della Regione Piemonte si legge “che il modello operativo individuato al fine di esplicare al meglio gli effetti del presente atto di indirizzo è basato sul costante dialogo, la concertazione, la collaborazione istituzionale fra i vari soggetti valorizzando tutte le componenti

Le delibere non saranno vincolanti ma a noi, docenti e collaboratori scolastici, non è stata data l’opportunità di avere voce in capitolo perché la decisione ci è stata per lungo tempo presentata come possibile ma ancora certamente distante, fino a che non ci siamo costituiti come comitato dal basso nel momento in cui abbiamo avuto la notizia che l’accorpamento fosse imminente, se non addirittura già deciso. Anche se, sappiamo, c’è ancora tempo.

A noi risulta, infatti, dagli atti pubblicati dal sito ufficiale della Regione Piemonte, organo competente in merito, che la delibera non esiste ancora e che non sussista ancora uno stato di fatto vincolante: questo progetto si può fermare o si può ancora posticipare con proroga (come è stato fatto per altri istituti) bisogna solo volerlo. C’è ancora tempo (al contrario di quanto affermano i giornali locali stamattina) e per questo siamo qui oggi.

Il nostro è un NO fermo al dimensionamento per almeno tre motivi:

  1. perchè noi crediamo che su scuola, sanità e welfare non sia legittimo tagliare, ma che anzi sul pubblico sia necessario investire. E non vediamo nessun motivo dietro questa scelta se non una razionalizzazione delle spese, vale a dire un taglio inaccettabile, prospetticamente pericoloso sotto il profilo culturale. La manovra finanziaria di questo governo disattende dunque le nostre richieste e queste ne sono le dirette conseguenze: le scuole potenzialmente accorpate, un numero di allievi per classe troppo alto, la carenza di personale o la presenza altissima di precari nella scuola (si contano in Italia 223.000 docenti precari, 1 docente su 4 in sostanza (dati Ministero Istruzione e Merito).

  2. Si adduce a motivo di un dimensionamento il decremento demografico previsto per i prossimi anni, ma questo discorso non tiene da un punto di vista logico perché:

    • alla diminuzione del numero complessivo degli studenti si potrebbe rispondere con una diminuzione del numero di allievi per classe e migliorare così le possibilità della didattica (e questa, lo sottolineo, è una scelta politica, ovvero riguarda il futuro delle comunità che vogliamo costruire e di cui vogliamo essere parte)
    • Inoltre, perché, davanti al decremento in corso, la media regionale – i tratta di una media regionale - di alunni per istituto prevista è di 961 allievi (Decreto Interministeriale n. 127 del 30/07/2023): qui siamo davanti ad un controsenso perchè 20 anni fa, con una popolazione scolastica maggiore avevamo istituti di 600 allievi, oggi ce ne chiedono 961 e le nostre scuole, che risalgono agli anni Settanta/Ottanta sono fatte per contenere 600/700 allievi. E soprattutto chi ha deciso questi numeri e perchè? Essi appaiono completamente arbitrari oltre che anacronistici poichè la media prevista è di 961 studenti per il 2024/25; 949 per il 2025/26 e 938 allievi per il 2026/27. Quale ratio si nasconde dietro queste richieste?
  3. Siamo contrari al dimensionamento perchè dimensionare significa produrre scuole sopra i 1500 allievi, nel nostro caso si tratterebbe di un istituto di più di 1800. A questo proposito vorrei ricordare l’Atto d’indirizzo regionale DCR n. 292-17321 del 25/07/2023 che prevede “la costituzione di istituzioni scolastiche, a seguito degli interventi di dimensionamento con un numero di alunni non inferiore al coefficiente nazionale per l’a.s. della programmazione di riferimento alunni e di norma non superiore a 1500 alunni

Oltre che contrario a quanto stabilito dall’Atto di indirizzo regionale apposito, 1800 allievi + docenti e collaboratori è la popolazione di un piccolo paese: per la gestione ordinaria ci vorrebbe almeno un sindaco, non un dirigente, non un collegio ma un consiglio. Per non parlare della perdita in termini di rappresentatività in tutti gli organi collegiali:

Unire i due istituti prevederà la presenza di una sola segreteria e di una sola DSGA per un numero doppio di allievi: le segreterie delle scuole di questo Paese sono già al collasso e assolvere a tutte le esigenze è operazione impossibile. Quali sono le risorse previste per sostenere tutto ciò? Non accadrà forse quanto accaduto già con i fondi PNRR le cui procedure sono state un ulteriore aggravio sulle segreterie?

I collaboratori non sono già sufficienti ad oggi: ad un livello di complessità maggiore non corrisponderà un aumento delle risorse. Il numero di collaboratori è insufficiente oggi e resterà tale.

Voi direte che noi siamo solo docenti e che tutto questo non ci riguarda perchè entriamo in classe, chiudiamo la porta e facciamo lezione, poi ce ne torniamo a casa. Però all’intervallo gli studenti li guardiamo noi, ne siamo responsabili, e il problema della sicurezza e della sorveglianza è anche il nostro ed è questa la ragione per cui non possiamo organizzare l’intervallo in cortile ma dobbiamo stare con un piede nell’aula e uno nel corridoio.

E poi la scuola è la comunità in cui viviamo, quella in cui ci impegniamo e che vogliamo vedere crescere: è la palestra di crescita per il futuro dei nostri ragazzi. Qualcuno allora ci deve spiegare, oggi qui a questa tavola perché l’”8 Marzo”, un Istituto che non toccava il numero di 800 allievi dal 1995, che oggi ne conta 878, con 100 alunni in più in un solo anno e 13 classi prime per l’anno scolastico in corso, con un trend in crescita delle iscrizioni da 3 anni, con un nuovo indirizzo in apertura - il Liceo Sportivo - perché, qualcuno ci deve dire perché deve essere accorpato.

Forse ci illustrerete il progetto di Città Metropolitana di ristrutturazione della palestra dell’ “8 Marzo”, il rifacimento della pavimentazione delle segreterie, il rifacimento del riscaldamento delle aule: tutti questi sono investimenti già previsti, anche se non tutti ancora calendarizzati, che tuttavia prescindono dal progetto di fusione dei due istituti poiché già previsti.

E a questo proposito noi, lavoratrici e lavoratori dell’ “8 Marzo”, vorremmo dire a tutti che la nostra voce non è solo quella di un Istituto di Settimo Torinese, ma è la voce di ogni scuola a cui vengono richiesti numeri impossibili - 961 allievi per i locali che abbiamo, quale follia è questa! Non ci stiamo! - la nostra è la voce di ogni istituto che dovrebbe dire NO davanti a un atto scellerato di un governo che sceglie di non investire sulla scuola e sul futuro di questo Paese.

Ed è per questo che la nostra lotta è la stessa degli istituti della Calabria collegati ora in streaming, in agitazione in questa settimana e che si sono riconosciuti nel nostro agire; è la lotta degli istituti della Toscana che a settembre 2023 hanno ottenuto, grazie all’intervento della Regione di non essere accorpati (Il sole 24 ore,14 settembre 2023): in Toscana nessun istituto è stato dimensionato. Ed è la voce degli istituti di Asti che hanno ottenuto dal Consiglio Comunale lo stop al dimensionamento (La Stampa, 4 ottobre 2023), oltre che della Campania che ha presentato ricorso al TAR e attende responso ( Orizzonte scuola, 10 ottobre 2023).

Noi non chiediamo solo di non essere dimensionati, ma di avere risorse noi come il “Galileo Ferraris” per fermare questo processo che sembra inesorabile, ma non lo è. Perché ciascuno di noi può ancora e sempre negare il suo consenso. E le cose si possono ancora fermare, meglio trasformare per costruire. Di questo procedimento, peraltro, nessuno ci ha spiegato le reali motivazioni che ora siamo qui a chiedere.

E siamo disponibili a collaborare e condividere l’esperienza maturata in queste settimane con i colleghi del “Galileo Ferraris”, come stiamo facendo con quelli di altre scuole d’Italia (è presente in sala il Dirigente Falvo dell’IC “Matteotti Rignon” di Torino) perché tutti abbiano gli strumenti normativi dei quali siamo entrati a conoscenza in questi dieci giorni di agitazione.

Noi diciamo NO a qualsiasi dimensionamento a prescindere, ci rifiutiamo di accorparci con qualsiasi altra scuola per i motivi che ho elencato prima.

E poi riflettiamo su questa parola: DIMENSIONARE. Si dimensiona ciò che è superfluo, ciò che traborda, ciò che è vano. Ma qui di vano non c’è proprio nulla. Non c’è nulla di vano quando si parla di scuola e di ospedali. Punto.

E allo stesso tempo DIMENSIONAMENTO è una parola dolce, una parola che inganna, un’operazione apparentemente innocua e incapace di generare danni. Ma volgarmente, nel nostro registro quotidiano, noi il dimensionamento lo chiamiamo ACCORPAMENTO.

ACCORPARE ovvero mettere insieme due corpi di natura diversa, irriducibili nella loro unicità. Una chimera. O un mostro. E pare che alla fine la strana creatura con due corpi, due storie, due finalità educative differenti, eppure entrambe fondamentali e necessarie in questa città, questa strana creatura con due corpi e una testa sola pare che si debba manifestare proprio qui. A Settimo Torinese. 47500 abitanti e nemmeno la possibilità, non dico di 4-5 scuole superiori ma neppure di tenersene due. È così che si trattano le comunità? Non riusciamo a capire perché nella Città Metropolitana di Torino, dove l’IIS “Giulio” e l’IIS “Zerboni” contano meno di 600 allievi, il “Birago”, il “Sommelier”, l’ “Ubertini” di Caluso, lo “Steiner”, il “Plana” meno di 700, il “Galilei Ferrari” di Torino, il “Bodoni Paravia”, il “Romero” di Rivoli meno di 800, perché le uniche due scuole superiori accorpate debbano essere le uniche due scuole di Settimo Torinese. Le scuole sono presidi culturali. È vero che con il dimensionamento nella sostanza Settimo non perderà niente da un punto di vista edilizio: immaginate un grande campus che vada dal professionale al liceo ma con strutture obsolete in cui si perde il grande valore di due istituti con meno indirizzi di studio ma su cui costruire e far crescere due comunità.

Noi sappiamo bene che nello stesso atto di indirizzo della Regione Piemonte prima citato non è richiesta specifica delibera del Consiglio comunale ma chiediamo che la politica locale, ovvero il Consiglio comunale di Settimo Torinese, come è accaduto in altri comuni, che hanno avuto sindaci che si sono battuti quali la Sindaca Maria Rosa Cena che, cito dai giornali, “ha mosso mari e monti affinché lo storico Istituto “Ubertini”, con poco più di 600 studenti non venisse accorpato”, e affinché entrambi gli istituti di Caluso rimanessero sul territorio,

noi chiediamo che il Comune di Settimo faccia sentire il proprio peso politico e ci dia voce nelle sedi preposte. Per questo desideriamo che la Sindaca Piastra si faccia carico delle nostre istanze, approvando, nel Consiglio Comunale di giovedì 26 ottobre, un ordine del giorno che rigetti il dimensionamento dei nostri istituti: “8 Marzo” e “Galileo Ferraris”.

Conclusioni al termine dell’Assemblea pubblica della Prof.ssa Marta Scaccia per Comitato “NO AL DIMENSIONAMENTO 8 MARZO”

Concludo a nome del Comitato “No al dimensionamento 8 Marzo”, ringraziando tutti coloro che sono intervenuti, dalle Istituzioni, agli inventati, agli interventi spontanei dalla sala.

Vorrei ancora una volta sottolineare che, se non fosse stato chiaro dal mio intervento, che per noi l’iter procedurale con cui il dimensionamento avviene è noto: le Regioni, sulla base dei parametri individuati dal decreto di definizione dei criteri, provvedono autonomamente al dimensionamento della rete scolastica entro il 30 novembre di ogni anno, nei limiti del contingente annuale individuato dal decreto interministeriale.

Quando sottolineiamo che il numero minimo è una media regionale, e non il numero minimo che ogni istituto è tenuto ad avere, desideriamo anche esprimere il fatto che siamo estremamente toccati quando la Dirigente dell’IIS “Galileo Ferraris” afferma che nel numero degli studenti del Galileo Ferraris” non vengono conteggiati gli studenti dei corsi serali: questo è estremamente ingiusto per noi tutti, perché gli studenti sono tutti uguali, hanno gli stessi diritti e meritano la stessa dignità. Come è ingiusta qualsiasi richiesta relativa a numeri arbitrari o insostenibili nei confronti di qualsiasi Istituto.

In secondo luogo vorremmo ricordare che non esistono sanzioni né per le istituzioni né per gli istituti che non si dimensionassero se non il trovarsi senza DS e DSGA come nel caso di istituti sotto i 600 allievi e che il dimensionamento porterebbe, nel nostro caso, all’istituzione di una scuola di circa 1900 studenti con un solo dirigente e una sola dsga.

Vorremmo poi precisare – per rendere a ciascuno i propri meriti - che all’Istituto “8 Marzo” lavorano molti docenti, oltre al Dirigente scolastico, e che il progetto del Liceo Sportivo è stato avviato sotto la dirigenza della Prof.ssa Eleonora Buscemi e poi portato avanti dall’Istituto e dai docenti che hanno collaborato alla stesura dei documenti inviati alla Regione Piemonte.

Vorrei, inoltre, esprimere un’opinione personale, che non sono certa di poter attribuire a tutti i lavoratori e le lavoratrici dell’ “8 Marzo” come quanto ho affermato sinora: per me l’idea di un polo formativo con una vasta gamma di indirizzi di cui si parla come se si trattasse di un grosso centro commerciale rasenta l’orrore. Non è positivo pensare una scuola come un luogo in cui si trovi qualsiasi merce pronta per essere consumata e credo davvero che l’identità di ciascuno di noi, dei luoghi in cui viviamo, delle scuole in cui lavoriamo e cresciamo abbia un suo peso intrinseco e una sua dignità perché da quell’identità dipendono le comunità che costruiamo.

Precisiamo, infine, che se ai giornali non abbiamo mai fatto il nome dell’Istituto “Galileo Ferraris” è perché sarebbe stato scorretto da parte nostra parlare a nome loro e a questo proposito vorrei puntualizzare un fatto: l’articolo a cui fa riferimento la Dirigente Reinero è un articolo che ha fatto molto male anche a noi perché leggere sui giornali “Le scuole di Settimo chiudono” fa male all’ “8 Marzo” come al “Galileo Ferraris”. Vorrei però sottolineare – i giornalisti presenti in sala lo possono testimoniare - che quell’articolo uscito venerdì 13 ottobre alle ore 10,50 e il nostro comunicato stampa è stato inviato sabato 14 ottobre alle ore 11,30.

Concludo annunciando a tutti voi che avete partecipato a questa assemblea cosa accadrà dopo oggi:

Prof.ssa Marta Scaccia
Delegata rappresentante del Comitato “No al dimensionamento 8 Marzo”
(f.to in originale)



Intervento della Prof.ssa Germana Grimaldi
per
Comitato “NO AL DIMENSIONAMENTO 8 MARZO”


Assemblea pubblica con le Istituzioni per dire “NO al dimensionamento”

Settimo Torinese, Centro Polifunzionale Aglietta, 20 Ottobre 2023


Buon pomeriggio,

sono la professoressa Germana Grimaldi e insegno matematica presso l’Istituto “8 Marzo”.

Ringrazio anch’io i rappresentanti delle istituzioni, il Sindaco e i Dirigenti scolastici che hanno risposto al nostro invito.

Il dimensionamento degli Istituti “8 marzo” e “Galileo Ferraris” è al centro di questo nostro incontro: chiaramente ci sono coloro che vedono positiva la nascita di questa nuova entità giuridica e coloro che sono perplessi di fronte all’enorme istituto che si verrò a creare.

E io desidero portare alla vostra attenzione alcuni aspetti sui quali ho riflettuto:

  1. Gli studenti dell’Istituto “8 Marzo” sono ad oggi 878, con un incremento rispetto allo scorso anno di più di 100 allievi (che non sono pochi!)
  2. Gli allievi dell’istituto “Galileo Ferraris” sono 780, e la somma degli studenti di entrambi gli istituti raggiunge un totale di 1658 allievi , senza considerare gli studenti dei corsi per adulti che non rientrano nella formazione dell’organico di diritto. E se non ricordo male il consiglio regionale del Piemonte nella delibera 292 del 25/07/2023 ha stabilito come numero massimo degli allievi di un istituto un numero di norma non superiore a 1500 allievi.
  3. Le scuole ricevono il MOF (Fondo per il miglioramento dell’ offerta formativa) per poter garantire un’offerta formativa il più completa possibile che viene usato per compensi dei docenti e del personale scolastico per coprire eventuali intensificazioni di servizio. Se gli istituti vengono dimensionati, il MOF sarà chiaramente il risultato della somma dei due istituti ma se già non si riescono a coprire i costi derivanti dalla gestione di una scuola di quasi 900 allievi, come si potrà pensare che in un dimensionamento così importante si possa fare fronte agli oneri che ne deriveranno? Mi riferisco alla sicurezza (occorrerebbe aumentare i preposti alla sicurezza e chiaramente prevedere una copertura finanziari); alla necessità avere maggiore sorveglianza durante gli spostamenti degli allievi se si prevede di avere le aule tematiche come previsto dal progetto sviluppato con fondi PNRR e che comporterà ulteriori problemi di sicurezza.
  4. Non dimentichiamo l’aspetto collegiale delle didattica: collegi docenti molto numerosi (e quindi probabilmente dispersivi) dove le priorità di gestione e organizzazione dei vari indirizzi di studio - e unendo le scuole saranno molti! - non consentiranno di avere chiarezza sulle dinamiche e questo porterà a lavori di dipartimenti o di indirizzi che richiederanno maggior impegno dei docenti (quindi forse commissioni, sottocommissioni) e ancora ritorna la copertura finanziaria che resterà sempre la stessa
  5. Inoltre, l’ Atto di indirizzo regionale (DCR N. 292 – 17321 del 25/07/2023) considera di tenere conto dell’anno scolastico precedente ( e come già ricordato l’IIS“8 Marzo” ha avuto un incremento di 100 allievi) e la previsione per i successivi anni scolastici. L’ attivazione del liceo Sportiva porterà all’istituto “8 Marzo” ulteriori allievi e allora mi chiedo perché dimensionare una scuola che sta crescendo?
  6. E ancora una cosa mi preme sottolineare: che fine farà l’identità di questa scuola che è presente sul territorio settimese da 42 anni (è stata inaugurata nel gennaio del 1982), che ha riunito allievi di varie parti del territorio attorno a Settimo (Verolengo, Castelrosso, Torrazza, Chivasso etc.), fatta diragazzi che hanno completato il loro percorso di studi proprio in questo istituto? Perché cancellare questa identità territoriale che è stata il simbolo di Settimo Torinese per 40 anni?

Ecco, queste sono le domande sulle quali ci piacerebbe avere risposte

Grazie
Prof.ssa Germana Grimaldi
(f.to in originale)



Intervento della Prof.ssa Maria Elena Ingala
per
Comitato “NO AL DIMENSIONAMENTO 8 MARZO”


Assemblea pubblica con le Istituzioni per dire “NO al dimensionamento”

Settimo Torinese, Centro Polifunzionale Aglietta, 20 Ottobre 2023


Buon pomeriggio a tutte e tutti.

Desidero intervenire e mi spiace che in questo momento la Dirigente Reinero non sia in sala, ma spero che possa comunque sentire il mio intervento anche in un secondo momento. Eccola entrare, grazie Dirigente! Solo una piccolissima precisazione: mi è dispiaciuto moltissimo percepire il suo di dispiacere nel sentire le nostre opinioni. Quando l’anno scorso Lei è andata via alcuni di noi l’hanno accompagnata verso l’uscita della scuola e l’hanno sentitamente ringraziata per tutto quello che Lei ha fatto. Lei ha una sola parola e ce l’abbiamo anche noi - io mi ritengo una persona con una sola parola esattamente come lo è Lei - e nel momento in cui io l’ho ringraziata per il suo lavoro - cosa che continuo a fare - ero sincera e lo penso ancora adesso: è stata davvero encomiabile per tutto ciò che ha fatto. Però la precisazione che io tengo a fare è questa: non stiamo protestando e chiedendo di rifiutare il dimensionamento con Lei come Dirigente, non si tratta cioè di una valutazione delle sue competenze. Io lavoro all’ “8 Marzo” dal 2020 e in questo periodo abbiamo purtroppo assistito a quattro cambi di Dirigenza, quindi non è detto che le competenze che ha avuto Lei siano quelle che avrà qualunque altro Dirigente in futuro e mi sembra un dato oggettivo il fatto che 1800 studenti – o 1900 che siano! - con caratteristiche estremamente diverse tra di loro siano difficili da gestire. Concludo ribadendo che la nostra non è una protesta nei confronti della Dirigente Reinero, ma contro l’oggettiva difficoltà di gestire un numero così alto di studenti con caratteristiche così diverse tra loro.

Grazie
Prof.ssa Maria Elena Ingala
(f.to in originale)



Note a margine dell’Assemblea pubblica della Prof.ssa Sabini
per
Comitato “NO AL DIMENSIONAMENTO 8 MARZO”


Assemblea pubblica con le Istituzioni per dire “NO al dimensionamento”

Settimo Torinese, Centro Polifunzionale Aglietta, 20 Ottobre 2023


Rimane un grande entusiasmo di fronte al coinvolgimento e alla partecipazione attiva di tanti attori delle nostre scuole e per le nostre scuole, “8 Marzo” e “Galileo Ferraris”. Concedendomi uno slancio quasi sentimentale, vorrei usare il termine “commovente” nel ripensare al calore degli interventi, allo scroscio degli applausi, al senso di appartenenza che ci ha uniti, all’esempio reale di protesta civile che abbiamo consegnato ai giovani presenti.

Ma accanto a queste sensazioni positive e - lo ammetto - emotive, mi accorgo che serpeggiano nella mente anche riflessioni più cupe e allarmate.

Ho lasciato l’assemblea con la vaga sensazione che un messaggio importante non sia passato: l’agitazione dei lavoratori e lavoratrici dell’ “8 Marzo” non si esaurisce nella richiesta che la nostra scuola non sia unita all’IIS “Galileo Ferraris”, non è affatto uno scontro contro il “Galileo Ferraris” il nostro, ma è la richiesta di una seconda riflessione da parte delle istituzioni sull’opportunità stessa che si proceda con il dimensionamento di istituti con numeri così importanti di studenti e studentesse.

Nell’anno scolastico 2022-2023 il nostro Istituto è stato retto per la maggior parte dell’anno dalla preside Reinero. Da quanto emerge dall’intervento nell’assemblea del 20 Ottobre, durante la primavera del 2023, la preside si è trovata a essere convocata dalle istituzioni locali a nome di entrambi gli istituti per affrontare l’ipotesi di dimensionamento delle due scuole, dell’ IIS “Galileo Ferraris” per titolarità, e dell’ IIS “8 marzo” per reggenza temporanea. Come lei stessa ha accennato nel suo intervento, non ha avuto una figura interlocutoria con cui confrontarsi quando ha espresso un parere tecnico circa la fattibilità del progetto da un punto di vista amministrativo. Immagino che la riflessione sia stata: di fatto riesco a gestire entrambi gli istituti, lo sto già facendo, quindi non posso sostenerne la non-fattibilità.

E non si può non darle ragione: in quell’anno di reggenza, come ha giustamente commentato la collega Prof.ssa Ingala durante l’assemblea, la Dirigente Reinero ha dimostrato una professionalità encomiabile. La porta era aperta, sempre e per tutti, ci ha conosciuti e ha risposto a ogni nostra istanza con grande senso pratico e umanità. La dedizione e la passione con cui svolge i suoi compiti sono ammirevoli e spingono a emulazione. Il suo entusiasmo diventa l’entusiasmo delle persone che lavorano con lei: una persona straordinaria che in modo straordinario si è messa a servizio della comunità di studenti e lavoratori durante l’anno di doppia reggenza.

Ma io non posso pensare che la decisione delle istituzioni possa basarsi su qualcosa di “straordinario”. È necessario che delle scelte così gravi e delicate siano basate sull’”ordinario”. Possono le istituzioni partire dal presupposto che avranno a servizio spirito sacrificale e auto- immolazione, senza orari e senza risparmio di energia? La risposta è no. La risposta non è, non può e non deve essere, sì. È necessario che una macchina organizzativa sia pensata in modo logico e strutturato e che ci sia certezza che funzioni indipendentemente da chi andrà a svolgere i compiti assegnatigli. In modo ordinario, e nel rispetto di tutti i lavoratori coinvolti.

Un’altra riflessione rimane sospesa nella mente dopo l’assemblea pubblica. Da parte di un rappresentante sindacale, ci è arrivata la provocazione: “rispetto a tante situazioni di dimensionamento dai risvolti drammatici, quello proposto per gli istituti “8 marzo” e “Galileo Ferraris” sembra il male minore”. Ecco, a gran voce, mi sento di dire che noi questo “male minore” lo rifiutiamo. Noi non vogliamo accontentarci. Noi vogliamo il meglio: per i singoli istituti, per i lavoratori e le lavoratrici, per gli studenti e le studentesse, per il territorio e per un’idea di scuola come laboratorio di cittadinanza, di attenzione al singolo, di formazione e orientamento per il futuro. Noi chiediamo il meglio.

Con fiducia,
Prof.ssa Paola Sabini



Intervento del Prof. Riccardo Ahmed
per
Comitato “NO AL DIMENSIONAMENTO 8 MARZO”


Assemblea pubblica con le Istituzioni per dire “NO al dimensionamento”

Settimo Torinese, Centro Polifunzionale Aglietta, 20 Ottobre 2023


Buon pomeriggio,

sono il Prof. Riccardo Ahmed e insegno filosofia e storia all’IIS “8 Marzo” di Settimo Torinese.

Anch’io, come i miei colleghi, ringrazio i Dirigenti e le Autorità che hanno deciso di intervenire in questa assemblea per ragionare insieme a noi in merito al dimensionamento.

Il mio intervento vuole innanzitutto spiegare una cosa semplice, ma fondamentale da chiarire per evitare fraintendimenti ed equivoci: noi non siamo contro il caso specifico del dimensionamento dell’IIS “8 Marzo” con il “Galileo Ferraris”, ma siamo in generale contro le politiche del dimensionamento. Le ragioni del nostro no dunque dipendono dal fatto che in quanto, parlando di dimensionamento, siamo dinanzi ad un aumento di complessità senza precedenti, parliamo cioè della creazione di un Istituto nuovo che nascerà dalle ceneri dei due precedenti e che dovrà gestire una popolazione scolastica di circa 1900 studenti. Per capire l’ordine di grandezza in modo più preciso, a questi 1900 studenti dobbiamo aggiungere i docenti, il personale ATA e il personale amministrativo: qui non siamo di fronte alla nascita di un nuovo istituto, ma di un Comune: Settimo non avrà un campus all’interno della città ma uno stato nello stato, un’enclave. Con questi numeri possiamo chiedere l’autonomia amministrativa e magari chiedere di poter battere moneta. Avremo dunque più popolazione noi di tanti piccoli comuni come Sciolze, Rivalba e Bussolino, che insistono sulla collina torinese. Alla luce di questi numeri mi chiedo come si possa pensare che questa entità simile al Leviatano di biblica memoria possa rendere la vita di chi vi abita più semplice, più facile, più snella ed efficiente. Questo dimensionamento creerà non una scuola _ smettiamola di chiamare “scuole” questi nuovi mostri travestiti da campus americani di cui neppure lontanamente possono vantare le risorse economiche! - ma un vero e proprio apparato/dispositivo burocratico-amministrativo di complicatissima gestione, farraginoso, lento come un bradipo, grande come un elefante, pieno di carta, di regolamenti, di commissioni/sottocommissioni/figure strumentali/staff, gestito in modo anonimo, impersonale da un profluvio di circolari che cercheranno, invano, di colmare lo spazio, incommensurabile, che separerà noi, il popolo della scuola (docenti, ragazzi, famiglie, personale ATA ecc.) dalla dirigenza e dal suo staff.

Non solo l’IIS “8 Marzo” dovrebbe dire no al dimensionamento, ma se condividete lo scenario che ci sta davanti, anche i colleghi dell’IIS “Galileo Ferraris” dovrebbero dire no a tutto questo e a qualunque altra ipotesi di dimensionamento diversa da questa, dovrebbero lottare per evitare questa deriva che viene fatta passare come “il nuovo che avanza”.

Concludo con una piccola, ma secondo me interessante, digressione linguistico-concettuale. Da più parti ci viene detto che noi dobbiamo “governare” questo processo, lo dobbiamo favorire collaborando, perché tanto la scelta è stata fatta, le normative che ci vengono sciorinate sono esecutive, e dunque l’unica cosa che possiamo fare è prenderne atto, al punto che - e qui mi rivolgo alle famiglie e ai ragazzi - a coloro che sono seduti nei Consigli d’Istituto delle scuole come rappresentanti, ci è stato detto e scritto a chiare lettere, che il nostro parere è richiesto (tant’è che abbiamo votato), ma che il nostro voto non è vincolante! Perché dunque scomodarci per chiederci il voto? Che idea bizzarra di democrazia che passa da queste parole! Da qui l’idea a cui ormai ci siamo abituati e assuefatti: tranquilli, non potete cambiar nulla, al massimo potete “governare” accettando l’esistente, perché tanto il reale è razionale e questo è il migliore dei mondi possibili. Dire no al dimensionamento, organizzarsi, farsi sentire, significa anche dire no all’inerzia e alla passività a cui sembriamo essere condannati; significa non arrendersi, pensare che ancora qualcosa possiamo cambiare e che siamo liberi e critici. Questa è una lotta per il riconoscimento anche del nostro ruolo, testimonianza che vale per i nostri ragazzi più delle migliaia di ore di educazione civica che gli propiniamo e che valgono tutte le ore che da quest’anno dovremmo fare come orientamento.

Grazie.
Prof. Riccardo Ahmed



Intervento della Prof.ssa Roberta Bruzzone
per
Comitato “NO AL DIMENSIONAMENTO 8 MARZO”


Assemblea pubblica con le Istituzioni per dire “NO al dimensionamento”

Settimo Torinese, Centro Polifunzionale Aglietta, 20 Ottobre 2023


Buon pomeriggio,

prendendo la parola dopo la collega dell’istituto “Galileo Ferraris” mi collego agli obiettivi condivisi e ribadisco “Possiamo assolutamente lavorare insieme, cosa che abbiamo fatto in tempo non sospetti quando è stata inaugurata la biblioteca scolastica e abbiamo invitato i colleghi del “Ferraris” a venire a collaborare e a progettare come aprire una biblioteca diffusa nella loro struttura,per ampliarne l’offerta formativa. Non c’è bisogno di fondersi, basta collaborare, si collabora se il fine è lo stesso, se ci interessano i ragazzi A noi quello che è mancato è una dirigenza continua che ci conducesse, ci desse due dritte e non ci costringesse a vivere oggi questi ricatti.

Perché oggi abbiamo assistito alla tempesta perfetta: abbiamo sentito che ci siamo trovati al posto sbagliato al momento sbagliato perché bisognava tirare giù qualcosa e noi eravamo quelli che non c’entravano nulla – mi riferisco ovviamente all’ “8 Marzo”, perché noi non avevamo evidentemente problemi con i numeri. I problemi li aveva evidentemente l’IIS “Galileo Ferraris” e anziché attivarsi e promuovere azioni come abbiamo fatto noi, ha pensato bene di trovare una soluzione nell’edificio a fianco. In questo la politica gli ha inoltre dato due grandi sponde: dicendo: “Volete il liceo sportivo all’ “8 Marzo”, volete i soldi del Pnrr?” “Bene, questa è la condizione. Questo dimensionamento è il prezzo da pagare.”

Grazie.
Prof.ssa Roberta Bruzzone